Mercoledì 9 dicembre 2009
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(ASCA)
- Roma, 9 dic - Per i romani i costi della congestione del traffico sono elevatissimi: 1.351 euro per ogni autovettura, una cifra di molto superiore alla media delle altre citta' metropolitane in
Italia. E' quanto emerge dal Rapporto Cittalia 2009 sulle ''Citta' Mobili'', che analizza tendenze, domanda ed offerta di mobilita' nelle 15 citta' metropolitane del paese, operando anche un
confronto con le principali realta' urbane internazionali in materia di mobilita' ed infrastrutture.
Secondo i dati di Cittalia, struttura dell'ANCI che si occupa di ricerche, la Capitale registra un flusso crescente di pendolari in entrata dal 2001 al 2009 pari +8,9%. La citta' nello stesso
periodo riflette una domanda crescente di TPL (+22%) e di passeggeri annui trasportati dal 2000 al 2008, con ben 537 passeggeri annui contro una media del paese di 235. Si contrappone a questo il
dato negativo del tasso di motorizzazione, autovetture ogni 100 abitanti, che nonostante nello stesso periodo di riferimento si sia ridotto di oltre gli 8 punti percentuali, vede comunque Roma al
di sopra della media italiana dell'indicatore, rispettivamente piu' di 70 auto ogni 100 abitanti contro le 60 registrate mediamente in Italia.
Cresce inoltre quasi del 45% il numero dei motocicli per 100 abitanti, registrando un tasso di motorizzazione di quasi 15 motorini contro i 9 della media italiana ogni 100 abitanti. Nel
territorio romano e' elevato il numero complessivo dei veicoli che circolano ogni 100 abitanti (88 contro i 79 per la media Italia e gli 81 per la media delle 15 citta' metropolitane).
Questa congestione crea ai romani prima di tutto una forte insoddisfazione, con un voto attribuito alla scorrevolezza del traffico nettamente insufficiente (3,5 in media), impiegando essi nei
giorni feriali piu' di ora e un quarto per gli spostamenti (74 minuti) e percorrendo una media di 31 km al giorno. Ma tali fenomeni di congestione portano soprattutto a costi elevatissimi,
stimati per un valore pari a 1.351 euro all'anno per autovettura, ben al di sopra della media delle 15 citta' metropolitane (810 euro). E se la velocita' media di spostamento con la propria auto
e' piu' del doppio di quella con i mezzi pubblici (23km/h contro i 12km/h), il costo sociale pro-capite annuo degli incidenti stradali a Roma e' di 356 euro contro una media Italia di 262.
Per quanto riguarda le dotazioni infrastrutturali, Roma - nonostante i recenti lavori di avvio della metropolitana - appare ancora in difficolta'. Le criticita' della mobilita' nella capitale e'
fortemente in linea con le altre grandi citta' europee, sofferenti delle strutture ereditate in relazione alla crescita economica e agli orientamenti fortemente urbanizzati delle compagini
sociali ivi localizzate, che riflettono nella vita e nel movimento urbano le proprie complessita'.Cosi' se per la rete metropolitana negli ultimi 7 anni la situazione e' ancora di stallo, la
citta' eterna puo' vantare una rete di TPL su gomma particolarmente estesa (2.208 km), oltre un quarto dell'estensione totale delle 15 citta', anche se al di sotto della media italiana per
densita' abitativa (0,8 km/10.000ab contro l'1 media Italia), ed un sevizio di mobilita' su gomma tra i piu' accessibili con ben il 99% dei veicoli dotati di pianale ribassato. Roma conta anche
una crescita dei parcheggi elevata negli ultimi 7 anni pari a circa il 95% e un ancora piu' significativo incremento della rete ciclabile pari al 308,70% per lo stesso periodo. Infine, per quanto
riguarda la spesa in conto capitale in viabilita' e trasporti il Comune di Roma e' l'unica amministrazione che fa registrare nel periodo 1998-2007 una crescita positiva delle spese in relazione
ad una crescita positiva della popolazione residente per lo stesso periodo. Relativamente alla spesa finale procapite per viabilita' e trasporti, questa - negli ultimi dieci anni - si e'
mantenuta per Roma sempre al disopra della media delle 15 citta' metropolitane.
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Mercoledì 9 dicembre 2009
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14:26
(ASCA) - Roma, 9 dic - Il governo Berlusconi contro la
criminalita' organizzata e la mafia puo' vantare ''numeri straordinari'' e un'azione ''che non ha precedenti per efficacia a quella dei governi precedenti''. A ribadirlo e' stato stamane il
ministro dell'Interno Roberto Maroni che ha preso la parola nel corso di una conferenza stampa organizzata al Senato dai gruppi parlamentari del Pdl proprio per esporre le azioni messe in atto
dall'esecutivo di centrodestra contro la mafia.
Maroni ha voluto citare i dati, relativi al 30 novembre e che, ad esempio, ha detto, hanno portato all'arresto di 21 latitanti inseriti nella lista dei 30 piu' pericolosi con un risultato del
100% superiore a quello di 19 mesi del governo precedente. Maroni ha poi ricordato i 299 arresti per mafia, 402 azioni di polizia, parlando di un'azione ''che non ha precedenti'' per quanto
riguarda i beni confiscati giunti a 2.842 per un totale di 1,8 miliardi di euro. ''Si tratta - ha ricordato - di un incremento di ben 328% rispetto ai 19 mesi precedenti''.
Maroni ha, infine, ricordato che il Fondo unico per la giustizia incrementato con i proventi delle confische dei beni alle mafie, sempre al 30 novembre, e' giunto a un totale di un miliardo e 402
milioni di euro e che i Comuni sciolti per mafia sono stati in totale 14.
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Mercoledì 9 dicembre 2009
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13:26
«Cosa non mi piace oggi dell'Italia? Niente. A cominicare dalla televisione. Molto degrado». E' una delle dichiarazioni di Donna Assunta, ospite negli studi di Lilli Gruber. A
tracciare il ritratto di una figura che secondo molti rappresenta la memoria storica della Destra italiana, anche la giornalista di Libero Elisa Calessi.
Abbiamo ritenuto di farvi cosa gradita, riproponendo il video dell'intervista. Buona visione.
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12:26
«Lascio la Dda di Catanzaro non
per paura, ma perché ho notato che intorno al problema della mia sicurezza c'è stata una certa sottovalutazione". Lo afferma il Pm Gerardo Dominjanni,
nei confronti del quale,secondo un pentito, c'era un progetto di attentato da parte delle cosche di Lamezia Terme».
«Da un giorno all'altro -afferma il Pubblico Ministero Dominjanni- mi è stata tolta l'auto blindata,poi riassegnata",dice il magistrato. "Formalmente ho la scorta
per 24 ore al giorno, ma quando sono a casa, se devo uscire, devo farlo con la mia auto».
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Mercoledì 9 dicembre 2009
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11:26
(ASCA) - Roma, 9 dic - ''Non ho paura di essere impopolare.
Il caro benzina e' anche colpa degli italiani 'bambini' viziati. Certamente, la responsabilita' si divide tra i produttori, i distributori ma anche i consumatori hanno le loro colpe''. Il
Sottosegretario allo Sviluppo Economico Stefano Saglia ospite del programma tv KlausCondicio condotto da Klaus Davi indica anche nelle cattive abitudini degli italiani una delle responsabilita'
per il caro benzina.
''Abbiamo il prezzo della benzina piu' alto rispetto agli altri paesi europei perche' siamo viziati. Gli italiani non hanno voglia di avere il self service e di fare da se', ovunque possono si
fanno servire. Ci sono addirittura immigrati che prendono un euro di notte per farci benzina, se lo facessero in Inghilterra non se li filerebbe nessuno.
Perche' in Italia si ? Sono molto convinto di questo perche' noi siamo veramente un popolo di viziati. Noi vogliamo la benzina seduti, nella nostra poltrona, nella nostra macchina, non vogliamo
scendere e la vogliamo pagare di meno. Non mi preoccupa se questa affermazione e' impopolare, pero' e' la verita'''.
Sul capitolo carburanti, il sottosegretario Saglia annuncia la presentazione di un progetto di riforma entro l'anno. ''Vorrei riuscire, prima di Natale, a presentare una riforma di sistema dei
carburanti attraverso anche un disegno di legge. Diciamo che per Natale possiamo solo chiedere loro, prezzi e dati alla mano, di comportarsi correttamente. Il prezzo della benzina sale perche'
c'e' la speculazione. La crisi e' nata per un problema finanziario di strumenti slegati dall'economia reale. Questi strumenti finanziari, che prima speculavano sui settori immobiliari, oggi lo
fanno sulle materie prime, e il petrolio e' il principale soggetto di questa speculazione. Quindi, i caimani di Wall Street sono ancora al lavoro. I petrolieri sicuramente non vengono aiutati da
questa speculazione internazionale, ma ci marciano quando fanno corrispondere la speculazione ai prezzi reali per il consumatore''.
Saglia inoltre afferma che ''i governi sono impotenti di fronte alla lobby della benzina, queste sono piu' potenti perche' hanno una capacita' di intervento transnazionale, cioe' sono delle
grandi compagnie multinazionali''. ''Ho proposto di creare una borsa europea del petrolio perche' il problema e' che oggi, i paesi produttori Opec hanno un loro strumento per ricattare il
mercato, mentre i paesi non Opec hanno altri strumenti. Gli unici che non ne hanno sono i consumatori e siccome ormai i paesi europei sono tutti consumatori, farebbero bene a fare una borsa che
sia slegata dalla borsa di Londra e dalla borsa internazione, da Wall Street. Questo ci permetterebbe di scambiare, magari in futuro, il prezzo del barile in euro e non in dollari''.
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