Giovedì 10 dicembre 2009 4 10 /12 /2009 12:26

"Col Convegno di presentazione tenutosi a Bologna nella giornata di domenica 29, con la partecipazione di oltre 200 dirigenti e militanti di formazioni dell’area, è nato ufficialmente Area Destra, Movimento Politico per l’unificazione di tutti i partiti collocati alla destra del Popolo delle Libertà. Promosso da un nucleo di ex-dirigenti del partito di Storace, Area Destra ha presentato il suo progetto a una platea di persone provenienti da diverse esperienze politiche, ma unite dalla necessità di costruire uno strumento politico nuovo che torni a dare visibilità e dignità alle idee e ai valori di un mondo che, pur costituendo un argine naturale alla Sinistra, non si riconosce nella politica della PdL.
Al convegno di Bologna, abbiamo chiesto a tutti i partiti d’area di dichiararsi quanto prima e con atti ufficiali, pronti a dare il via a un processo di autoscioglimento e fusione che, in Area Destra, consenta la concentrazione e il coordinamento di tutte le realtà militanti presenti nel territorio e incontrando, su questo tema, l’attenzione esplicita di Fiamma Tricolore, Forza Nuova, Nuova Destra Sociale, Destra Libertaria e altre sigle minori che hanno inviato delegazioni a Bologna. In particolare, Piero Puschiavo – candidato alla segretaria nazionale di FT – e Gianni Correggiari – Vice Segretario Nazionale di FN – hanno esplicitamente invitato Area Destra a completare il processo di strutturazione nel territorio nazionale della nuova realtà, affinché possa diventare concreto il confronto programmatico e organizzativo tra la stessa Area Destra e le realtà maggiormente rappresentative della cosiddetta “destra radicale”. A tale fine, Area Destra ha scelto di consentire ai propri simpatizzanti il doppio-tesseramento, dunque, di promuovere non solo il suo radicamento nel Paese con la gemmazione di circoli di Area Destra – sono già operativi in tante province italiane, ma anche di vivacizzare l’interesse per il grande progetto di unificazione della Destra nazionale con una presenza attiva e militante negli altri partiti. Proprio in questi giorni Francesco Capoccia, ex militante de La Destra, si è fatto promotore del nuovo circolo Area Destra Spoleto, in concomitanza con l'apertura del circolo di Perugia da parte di Giovanni Obligato e di dozzine di altri circoli in tutta Italia. Area Destra si rifiuta di pensare che l’Umbria tutta rimanga in mano alla Sinistra, solo perchè la Destra annacquata di questa regione non ha la “volontà di vincere”. La gente sta perdendo la fiducia in questa politica e nei politicanti che fanno soltanto chiacchere e promesse. Saremo al fianco di tutte quelle iniziative e quelle persone, che vanno a favore del popolo e per il popolo. Saremo a fianco di tutti quelli che vorranno condividere un percorso che rimetta al centro della politica il Territorio, solo consolidando le nostre realtà territoriali potremo poi dare il nostro contributo a riformare questo nostro grande Paese. Crediamo che ci sia bisogno di una Destra Sociale vera ed unita in Italia e per questo ci batteremo, per i nostri concittadini e per noi stessi. Area Destra Umbria è pronta ad accogliere uomini, donne e giovani di destra; chiunque si senta di Destra ma fin ora non si è riconosciuto in nessun movimento o partito garantendo che il nostro intento non è quello classico della “poltrona” che accomuna tutti i partiti attuali, ma quello di seguire i nostri ideali e rispettare i nostri valori."

Francesco Capoccia
Portavoce del Circolo "AreaDestra" di Spoleto

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Giovedì 10 dicembre 2009 4 10 /12 /2009 11:35

http://www.lastampa.it/Torino/cmssezioni/primopiano/200904images/eternit05g.jpgTorino, 10 dic. (Adnkronos) - Si è aperto poco fa nelle maxi aula 1 e 2 del Tribunale di Torino davanti alla prima sezione presieduta dal giudice Giuseppe Casalbore, il processo a carico degli ex vertici della Eternit, la multinazionale svizzera dell'amianto. A giudizio lo svizzero Stephan Ernest Schmidheiny e il barone belga Louis de Cartier de Marchienne che devono rispondere di omissione dolosa di cautele antifortunistiche e disastro ambientale. Alla prima udienza del processo, alla quale non sono presenti i due imputati, assistono anche numerosi sindaci delle zone interessate, tutti con la fascia tricolore.
L'inchiesta coordinata dal procuratore Raffaele Guariniello e dai sostituti Gianfranco Colace e Sara Panelli coinvolge oltre 2.800 persone che sono decedute o si sono ammalate a causa dell'esposizione all'amianto. Gli stabilimenti interessati sono quelli di Casale Monferrato e Cavagonolo in Piemonte, Rubiera in provincia di Reggio Emilia e Bagnoli in Campania. In aula a rappresentare le vittime c'è, per la prima volta in Europa, un collegio legale internazionale che vede insieme avvocati italiani, francesi, belgi, tedeschi e svizzeri in rappresentanza di oltre 1600 persone costituitesi parte civile, tra lavoratori ancora viventi (298) e deceduti (930), ma anche per la prima volta cittadini viventi (17) ma anche deceduti (365), in qualità di persone esposte al rischio amianto.

 

E' probabile che la prima udienza sarà interamente dedicata alle eccezioni e alla costituzione delle parti civili. Tra i primi a prendere la parola i legali della Presidenza del Consiglio dei ministri che hanno annunciato l'intenzione di chiedere l'esclusione della Presidenza del Consiglio come responsabile civile. A citarla, la scorsa settimana, la vedova di una delle vittime.

 

Per permettere alle centinaia di persone che sono giunte a Torino di assistere al processo, sono state allestite anche un'aula nella vicina sede della Provincia di Torino e due aule al Palagiustizia, la prima per il pubblico, le altre due per chi è coinvolto nel processo. Tra le numerose delegazioni, quella dei minatori francesi che, con tanto di casco da miniera in testa, reggono lo striscione con la scritta 'Un solo essere umano ha più valore che tutto l'amianto e il profitto del mondo'. Insieme a loro anche la delegazione della Association regionale de defence des victimes de l'amiante della regione Nord-Pas de Calais, area in cui storicamente e' sempre stato molto attivo il lavoro in miniera.

 

Davanti al Tribunale anche il gonfalone della Regione Campania, alcune bandiere italiane con la scritta 'Eternit: giustizia!' e 27 fotografie di altrettanti morti da amianto in Svizzera, tutti con il viso oscurato. Su ognuna il nome della vittima, l'età e la causa della morte. Dalla Francia è arrivata anche una delegazione di uno degli stabilimenti francesi, quello di Vetry en Charollais, che manifesta con una serie di cartelli neri con le foto e i nomi dei morti da amianto. Di fronte al Palagiustizia si sono radunati anche i partecipanti alla manifestazione nazionale contro i morti sul lavoro organizzata dalla Rete nazionale per la sicurezza sui posti di lavoro. Presenti inoltre alcuni esponenti dell'associazione 'Legami d'acciaio', nata dopo il rogo della ThyssenKrupp, le Rsu della Fiom della ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni e del Coordinamento collettivi comunisti con un enorme striscione con la scritta 'Contro i padroni stragisti l'unica giustizia è quella proletaria'. Allestito anche un gazebo della Cgil che ha organizzato un presidio davanti al Tribunale.

 

Fra gli striscioni anche uno degli operai della Fiat di Mirafiori e due di una delegazione della Assemblea 29 giugno 2009 nata dopo l'incidente ferroviario di Viareggio costato la vita a 31 persone: 'Sicurezza-verita' giustizia per Viareggio' e il secondo in cui, sopra una grande foto della scena del disastro ferroviario si legge la frase 'Valentina: il vostro treno ha portato via mia sorella Emanuela e 30 persone', frase della sorella di una delle vittime. "Siamo qui -spiega una portavoce dell'Assemblea 29 giugno 2009- perche' noi siamo per la sicurezza. A sei mesi dalla strage di Viareggio non c'e' ancora nessun indagato e la nostra battaglia ora e' questa. Essere indagati non vuol dire essere colpevoli ma vorrebbe dire che qualcosa si muove mentre c'e' una volonta' politica di non fare nulla".

 

All'udienza preliminare si erano già costituite una decina di parti civili, fra cui enti pubblici, associazioni, sindacati, Inps e Inail che ha chiesto il risarcimento di 245 milioni di euro, la cifra spesa finora per gli indennizzi. Il processo sarà presieduto dal giudice Giuseppe Casalbore e dai giudici a latere Fabrizia Pironti e Alessandro Santangelo.

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Mercoledì 9 dicembre 2009 3 09 /12 /2009 19:46

http://files.meetup.com/227352/canili%20di%20taranto%20e%20volontari%20tedeschi%20071.jpg(ASCA) - Roma, 9 dic - ''L'Ordinanza, elaborata in collaborazione con il Tavolo tecnico sul benessere animale istituito presso questo Ministero, ha l'obiettivo di contrastare la piaga dei canili-lager in Italia e fornire un valido strumento alle pubbliche amministrazioni per potersi orientare in base alle leggi vigenti in materia di benessere animale e standard di qualita' in questo particolare settore di servizi, che possono essere appaltati dai Comuni. E' evidente che, se qualcuno ha fatto dei canili un business, questo provvedimento puo' dare fastidio''. Questo e' il commento del Sottosegretario alla Salute con delega alla medicina veterinaria e benessere animale, Francesca Martini in merito al ricorso di alcuni canili privati per la sospensione dell'ordinanaza del 16 luglio scorso.

L'ordinanza, si legge in un comunicato ministeriale, ha il preciso scopo di evitare che nelle gare di appalto per i servizi di mantenimento e gestione dei cani randagi si valutassero unicamente parametri economici, a discapito delle norme che regolano il loro rispetto. Il Sottosegretario Martini ha pertanto espresso la sua determinazione di proporre ogni piu' opportuna iniziativa, inclusa quella dell'impugnazione innanzi al Consiglio di Stato. In attesa di una attenta valutazione delle motivazioni del provvedimento sospensiva del TAR del Lazio, questo Ministero ribadisce il grave vulnus che verrebbe provocato alla salvaguardia del benessere degli animali ripristinando, di fatto, le condizioni per il dilagare del fenomeno dei canili lager e della deportazione di centinaia di cani da una parte all'altra della penisola, fatto eticamente deprecabile nonche' lesivo dell'immagine del nostro Paese.

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Mercoledì 9 dicembre 2009 3 09 /12 /2009 18:46

http://www.flycommunications.it/wp-content/uploads/2009/10/image2.gifTelethon cresce. La prima importante raccolta fondi televisiva in Italia  giunge alla ventesima edizione.Obiettivo della Maratona 2009 è di superare i  31mln di euro raccolti lo scorso anno. Dal 1990,grazie ai proventi delle donazioni, Telethon ha potuto destinare 300 milioni di euro alla ricerca sulle malattie genetiche, finanziando 2200 progetti su 444 malattie e permettendo a 1300 scienziati di portare avanti in  Italia studi di assoluta eccellenza.   
Venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 dicembre, per oltre 60 ore di dirette in  Tv e radio, la Rai accompagna Telethon
in questo evento di solidarietà che accende speranze per ricerca e cura.
TUTTI I MODI PER DONARE:
-48548 fino al 16 dicembre sms di 2 euro valido per tutti gli operatori della telefonia mobile; per donare 5 o 10 euro digitare il 48548 da rete fissa Telecom, Fastweb e Infostrada;        
-Banca bonifico intestato a Comitato Telethon Fondazione onlus sui cc BNL:  cc9500-Iban it8250100503215000000009500;  cc11100-ibanit55lo100503215000000011100; Clienti Bnl possono effettuare donanazionial numero verde 800.900.900.   
-Poste  bollettini ccp 260000 (persone fisiche) e ccp 66718131(imprese) intestati a Comitato Telethon Fondazione; 
ricevitorie Sisal e Snai,uffici Siae e -Carte di credito Num.verde 800.113377  per i clienti di CartaSi,Visa,Mastercard,American Express.      
Rid donazione periodica tramide Rid,  domiciliazione bancaria,postale o su carta di credito, chiamando il numero verde CartaSi 800.113377 sino al 31/12.
Piazze volontari Uildm(Unione italiana lotta alle malattie muscolari) e Avis distribuiscono Telethon card e prodotti solidali(sciarpa rossa,biglietti di auguri, ombrello).  
On line su www.telethon.it e dai portali della Bnl, di Poste italiane e Sma. 
Si può donare anche presso ricevitorie Sisal e Snai, uffici Siae e Agenzie del territorio, librerie Giunti al Punto, Oviesse, supermercati Sma, PuntoSma,  Cityper, Simply, Ipersimply e Auchan.

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Mercoledì 9 dicembre 2009 3 09 /12 /2009 18:26

A parlare, attraverso il suo gruppo su Facebook "Patria e Libertà", è Fernando Crociani Baglioni. E lo fa con una comunicazione interna attreverso la quale riassume la sua vicenda politica in seno al Pdl.
Fernando non ha mai dismesso gli abiti "ideologici", tant'è che esordisce nel suo comunicato con un "cari camerati"; quindi riepiloga in poche righe la sua vicenda: «Molti di voi ricorderanno che un anno fa venivo dimissionato da una carica nazionale ed estromesso da un gruppo interno al Pdl, in quanto osai criticare duramente Gianfranco Fini, per la sua abjura antifascista».
«In base alla quale -prosegue Baglioni -, attribuendo dopo due terzi di secolo, categorie alla storia, Fini decise che ci combattè per la Repubblica Sociale optò per la "parte sbagliata". La resistenza fu la parte giusta, fatta salta l'altrui mera buona fede».
«Un'abjura -scrive- in piena regola che ci giunse come una staffilata, ma non ci stupì più di tanto. Compiuta il 13 settembre 2008 dinanzi ai ragazzi di Azione Giovani al Colle Oppio, davanti al Colosseo».
«Lo sdegno fu forte -conclude Baglioni- condiviso da molti ragazzi di Azione Giovani. Si volle zittirli, come si pretese di zittire me! Un'impresa difficile nel mio caso. I duemila iscritti al gruppo su Facebook a "Patria e Libertà" ed i tremila visitatori mensili del sito omonimo ne sono la lampante prova dopo appena un anno».

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