Venerdì 11 dicembre 2009
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Sul giornale 'Viterbo Oggi' è apparsa una dichiarazione
dell'IDV relativa alla sua opposizione alla realizzazione dell'aereoporto a Viterbo. NDS ritiene che sia un'altra uscita alla Di Pietro e, come spesso accade, senza senso soprattutto per le
motivazioni addotte, pretestuose e senza proporre alternative.
Il partito di Di Pietro sembra non comprendere l'utilita' importante e strategica che rilancerebbe il territorio viterbese in una fase di sviluppo per turismo e commercio. L'aereoporto di posti
di lavoro ne creerà, tanto che già in Provincia stavano predisponendo corsi per nuove figure professionali legate proprio a questo ambito. Ovviamente ci sarà da vigilare perchè non vi siano
sprechi, tangenti e quant'altro, anche se sappiamo bene che sarà praticamente impossibile evitarle. Le case sono già aumentate a causa della presenza dell'università, ma questo è un fenomeno
'fisiologico' a mio avviso.
Riguardo il viterbese, abbiamo laghi, mare a 50 km, montagna a meno di 100, bellezze naturali e riserve naturali, oltre alle terme e a luoghi ricchi di storia che va dagli etruschi ai nostri
giorni passando per tutti i periodi di rilievo, Viterbo è citta papale e potrei continuare per ore...come si dice non ci manca niente. Il problema è nella testa dei viterbesi, che non hanno mai
permesso un serio lancio del territorio. Basti pensare alla festa di Santa Rosa, che si comincia a diffondere, e non più di tanto, in questi ultimi anni. Ovviamente all'aereoporto vanno
affiancati dei collegamenti stradali e ferroviari decenti. Infine, Roma, in quanto capitale italiana oltre che capoluogo regionale è già abbastanza intasata di suo, per cui mi sembra normale
decongestionarla, alleggerendola di uno scalo e Viterbo è stata scelta non a caso, ma perchè è fisiologicamente predisposta in quanto abbiamo già un aereoporto militare.
Angelo Aquilani Segretario Regionale Lazio Nuova Destra Sociale
Candidato Presidente Della Provincia dI Viterbo
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Venerdì 11 dicembre 2009
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11:26
(ASCA) - Torino, 11 dic - Sale la tensione a
Torino con i giovani dei centri sociali e i gruppi anarchici. Ieri sera si sono verificati scontri con le forze dell'ordine in citta', con cariche, lacrimogeni e cassonetti incendiati in corso
Vercelli dopo l'ennesimo tentativo di sgombero di questi giorni. Anche i cittadini esasperati hanno solidarizzato con le forze dell'ordine lanciando secchiate d'acqua dai balconi.
Due gli antagonisti fermati per gli incidenti.
Ieri sera, verso le 19, dopo che alcuni degli occupanti si erano barricati sul tetto del centro sociale L'Ostile, occupato il sei novembre scorso, dopo un primo intervento della polizia, alcuni
loro compagni hanno cercato di impedire l'intervento dei pompieri, bloccandone la scala.
Sono quindi nuovamente intervenute le forze dell'ordine, e dal gruppo di una cinquantina di squatter e anarchici sono state lanciate pietre che hanno dato il via alle cariche e agli scontri che
si sono allargati poi nei corsi e nelle piazze adiacenti, con numerosi cassonetti rovesciati in strada e incendiati, e proseguiti fino a notte inoltrata.
La giornata aveva gia' registrato altri sgomberi , innanzitutto nell'ex scuola infermieri di via Zandonai, occupata domenica dagli aderenti alla Fai. I giovani hanno poi preso possesso dell'ex
cinema Zeta di via Cibrario, ma anche di li' sono stati allontanati dopo poche ore, con tre uomini e una donna fermati. Poi le scene di guerriglia in Barriera di Milano, un quartiere periferico
della citta'.
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Venerdì 11 dicembre 2009
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10:26
(da:reuters.com) - Facebook ha
cominciato a testare la nuova funzione con un gruppo limitato di utenti durante l'estate.
Gli utenti di Facebook sono stati accolti ieri da un messaggio che presenta loro le nuove opzioni per modificare secondo le specifiche esigenze e che li indirizza
verso una semplificata pagina di visione d'insieme di tutti i setting sulla privacy personale.
I sostenitori della privacy si sono concentrati sul fatto che Facebook ora chiede che certe informazioni personali, come il genere e la città di residenza, siano
visibili a tutti, invece che soltanto ai membri di propria scelta.
Nel mirino anche la raccomandazione di Facebook che gli utenti mostrino i loro messaggi a tutti.
Il portavoce di Facebook Barry Schnitt ha detto che gli utenti possono semplicemente lasciare in bianco sia il campo del genere che quello della città di residenza
se non vogliono che tali informazioni siano condivise con persone esterne al sito. E ha notato che le nuove funzioni relative alla privacy rendono più semplice per gli utenti restringere il campo
delle persone raggiunte da un nuovo messaggio ogni volta che scrivono un nuovo post.
Per il portavoce, la raccomandazione di Facebook a rendere visibili a tutti i loro messaggi è motivata dal fatto che la condivisione di tali informazioni va al
passo coi "cambiamenti del mondo".
La Electronic Frontier Foundation, un gruppo non-profit che si occupa di diritti Internet, ha pubblicato ieri una lunga valutazione delle nuove regole di Facebook
sulla privacy, elogiandone alcune e criticandone altre.
"Queste nuove modifiche alla 'privacy' sono chiaramente destinate a spingere gli utenti Facebook a condividere pubblicamente più informazioni di prima. peggio
ancora, le modifiche in realtà ridurranno il controllo che gli utenti hanno su alcuni dati personali", dice il comunicato dell'Eff.
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Venerdì 11 dicembre 2009
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08:03
MILANO - Un riconoscimento che
"aiuta a percepire di non essere solo e che le tue parole sono anche quelle di altri": con queste parole l'autore di 'Gomorra', Roberto Saviano, ha accolto il diploma di secondo livello in
comunicazione e didattica dell'arte honoris causa conferitogli a Milano dall'Accademia di Brera. Un riconoscimento che ha dedicato ai meridionali di Milano, visto che "Milano - ha detto - è la
più grande città del Sud".
Non è bastato il riconoscimento del buon lavoro nella lotta alla mafia fatto dal ministro dell'Interno Roberto Maroni. Le parole di Saviano - che nella sua lezione
ha anche sottolineato come gli faccia "male sentire che chi racconta le cose sbagliate del nostro Paese diffama il proprio Paese" - hanno scatenato le critiche della Lega Nord, innestando un
fuoco di polemiche. "Poveri milanesi - ha commentato il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli - A furia di chinare il groppone per lavorare, lavorare e lavorare senza pensare ad
altro, adesso devono sorbirsi le lezioni e le paternali dell'universo mondo. L'ultimo maestrino arrivato, di cui sentivamo tanto il bisogno, é l'ennesimo professionista dell'antimafia Saviano, il
quale viene da una terra che per condizioni politiche e sociali, sicuramente ha molto da insegnare. Meriterebbe una risposta più secca. Ma siamo a Natale e l'ineludibile bonomia lombarda mi fa
soltanto esprimere un invito: 'ma va a ciapa' i ratt".
A questo invito a prender topi hanno risposto indignati Italia dei Valori, Comunisti Italiani e Pd liquidati del viceministro come "oche del Campidoglio che sanno
solo gridare". "Parole vergognose e rozze" ha detto l'ex magistrato Luigi De Magistris che ha definito Castelli senza mezzi termini "razzista". "Insulti specchio della politica arrogante del
governo Berlusconi" li ha invece definiti Laura Garavini, che é capogruppo del Pd in commissione Antimafia. E così è passato in secondo piano l'evento della giornata, il riconoscimento a Saviano
che è stato anche insignito del titolo di socio onorario dell' accademia. Ad ascoltare e applaudire lo scrittore c'erano diverse centinaia di studenti dell' accademia, e ad omaggiarlo al tavolo
dei relatori anche il Premio Nobel Dario Fo che al termine della cerimonia ha guidato Saviano in una lunga visita alla Pinacoteca di Brera, si è anche visibilmente commosso durante alcuni
passaggi della lectio magistralis tenuta dallo scrittore. Saviano è partito dal racconto della sua "ambizione di scrivere, di cambiare le cose con le parole" sottolineando come "la cosa che più
mi fa male è sentire che chi racconta le cose sbagliate del nostro Paese diffama il proprio Paese. Ma come si cambiano le cose - si è chiesto lo scrittore - senza sapere? Il buio ferma tutto ma
purtroppo chiunque scrive di mafia subisce sempre l'accusa di insultare la propria terra". Una risposta indiretta alle parole dette da Silvio Berlusconi a fine novembre: "se trovo chi ha fatto le
nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia che ci fanno fare una bella figura lo strozzo". (ANSA-ASSOCIATE)
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Giovedì 10 dicembre 2009
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20:26
Tutto ha avuto inizio questa mattina quando, da Bonn, dove era intervenuto per il
congresso del Partito Popolare Europeo, Silvio Berlusconi ha sciorinato attacchi alle toghe rosse: «La Corte costituzionale si e' trasformata da organo di garanzia in organo politico che abroga
le leggi». «La Corte costituzionale -ha spiegato - ha 11 componenti su 15 che appartengono alla sinistra. I 5 componenti di nomina presidenziale sono tutti di sinistra in quanto abbiamo avuto,
purtroppo, tre presidenti consecutivi tutti di sinistra».
Ma non è finita qua, Berlusconi ho continuato dicendo che «la situazione in Italia, a partire dai problemi relativi alla giustizia, ha raggiunto un livello tale che per essere risolta c'e'
bisogno probabilmente di arrivare a una riforma della Carta costituzionale».
Berlusconi, facendo partire il suo ragionamento dalla situazione della giustizia e del ruolo che hanno quei ''giudici di sinistra'', sostiene che comunque in generale ''c'e' bisogno di un
cambiamento. E ha annunciato che sta lavorando per cambiare questa situazione.
A replicare alle parole di Berlusconi, sono stati in tanti, dagli esponenti dell'Idv al Pd. Ma il più agguerrito è stato Ferrero, segretario nazionale del partito di Rifondazione Comunista che ha
detto: «Le parole di Berlusconi contro la Magistratura sono eversive e fuori dalla legalita' costituzionale. Parole degne di un fascista che vuole scardinare l'equilibrio dei poteri democratici.
Invitiamo Fini a prendere atto di questa realta' ed a intervenire prima che la situazione precipiti ulteriormente. Chiediamo al Presidente della Repubblica di intervenire in modo chiaro come
garante della costituzione''.
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